20 righe

Mercoledì 16 Aprile 2008

la realtà chiusa nel bianco-o-nero

Un mio amico e maestro mi dice spesso che non c’è niente che non si possa dire in 20 righe. E’ la regola base di ogni buon articolo e aiuta anche nella vita a focalizzare il punto e a evitare inutili giri.

15 aprile 2008: il giorno in cui l’Italia si è svegliata senza la sinistra.

Vivo in questo paese da quasi 28 anni ormai e non mi ero mai accorto di conoscerlo così poco. Eppure parlo, molto e con tante e tanto diverse persone. So quant’è male vista la politica e mi aspettavo un esito catastrofico dopo l’esperienza del governo di centro-sinistra. So quanto ci ha scavato dentro questo mondo usa-e-getta, finto e griffato come le tante borse su cui inciampo per strada ogni mattina. Lo so: lo voglio combattere, quindi lo osservo bene.

Ma non così. Non i fascisti, non i razzisti, non quelli che alzano o hanno alzato fino a ieri il braccio teso, la mano aperta in quel gesto che riesuma la nostra dittatura in bianco e nero.

Non così, Italia. Non con due partiti così simili nei programmi a contendersi il privilegio di governare il nostro bellissimo Paese. Non con questa destra insopportabile e volgare, retriva, razzista, omofoba, mafiosa e ladra. E non con questo partito di centrosinistra così laccato e luccicante, così lontano dalle sofferenze, così oppiaceo, così debilitante, così tanto tanto vuoto.

Non così Italia: io non voglio quel mondo che mi vuoi far trangugiare. Così non ci sto.

Non voglio la destra, né ora né mai. Ma non voglio nemmeno il vuoto, il tutto-niente lucidato per vincere. Volete costringerci a pensare che la vita sia un gioco, una partita giocata con le vostre regole: io non ci sto perché sono le regole che hanno fatto i forti per restare forti, per garantirsi che i deboli resteranno deboli.
La vita non è bianco o nero, non è possibile costringerla in scelte a due sole uscite. Non viviamo in Matrix, non ancora: io non sono un computer, non mi costringete in un linguaggio binario.

Oggi io rivendico il mio diritto a dirmi diverso e a ributtarvi in faccia i vostri 0 e i vostri 1, con queste mie 20 righe.