20 righe

la realtà chiusa nel bianco-o-nero

Un mio amico e maestro mi dice spesso che non c’è niente che non si possa dire in 20 righe. E’ la regola base di ogni buon articolo e aiuta anche nella vita a focalizzare il punto e a evitare inutili giri.

15 aprile 2008: il giorno in cui l’Italia si è svegliata senza la sinistra.

Vivo in questo paese da quasi 28 anni ormai e non mi ero mai accorto di conoscerlo così poco. Eppure parlo, molto e con tante e tanto diverse persone. So quant’è male vista la politica e mi aspettavo un esito catastrofico dopo l’esperienza del governo di centro-sinistra. So quanto ci ha scavato dentro questo mondo usa-e-getta, finto e griffato come le tante borse su cui inciampo per strada ogni mattina. Lo so: lo voglio combattere, quindi lo osservo bene.

Ma non così. Non i fascisti, non i razzisti, non quelli che alzano o hanno alzato fino a ieri il braccio teso, la mano aperta in quel gesto che riesuma la nostra dittatura in bianco e nero.

Non così, Italia. Non con due partiti così simili nei programmi a contendersi il privilegio di governare il nostro bellissimo Paese. Non con questa destra insopportabile e volgare, retriva, razzista, omofoba, mafiosa e ladra. E non con questo partito di centrosinistra così laccato e luccicante, così lontano dalle sofferenze, così oppiaceo, così debilitante, così tanto tanto vuoto.

Non così Italia: io non voglio quel mondo che mi vuoi far trangugiare. Così non ci sto.

Non voglio la destra, né ora né mai. Ma non voglio nemmeno il vuoto, il tutto-niente lucidato per vincere. Volete costringerci a pensare che la vita sia un gioco, una partita giocata con le vostre regole: io non ci sto perché sono le regole che hanno fatto i forti per restare forti, per garantirsi che i deboli resteranno deboli.
La vita non è bianco o nero, non è possibile costringerla in scelte a due sole uscite. Non viviamo in Matrix, non ancora: io non sono un computer, non mi costringete in un linguaggio binario.

Oggi io rivendico il mio diritto a dirmi diverso e a ributtarvi in faccia i vostri 0 e i vostri 1, con queste mie 20 righe.

5 Risposte a “20 righe”

  1. simona Dice:

    compagno appoggio tutto ciò che hai scritto. L’Italia si è fatta prendere in giro per la voglia di cambiamenti, ma a breve si renderà conto della necessità di una vera sinistra.

  2. federica Dice:

    Ciao, sono Federica. E’ molto bello e fa riflettere questo tuo intervento. E’ incisiva l’immagine della politica laccata e anche quella delle tue venti righe di speranza contrapposte ai sistema binario che ci è stato imposto. Io sinceramente confidavo nella lucidità di noi giovani e nella capacità di vedere oltre ciò che vogliono farci vedere. E invece.. siamo alle solite.

  3. Fabio Dice:

    Ciao. Dal tuo pensiero traspare proprio la delusione e l’amarezza di chi si sente impotente di fronte ad una politica che è corruzione, superficialità e che trascura il bene del paese, il che va al di là di ogni ideologia…siam messi male…

  4. maria luisa Dice:

    ciao,ho qlc anno più di te,combatto da sempre contro i mulini a vento ..Sapevo che il risultato delle elezioni sarebbe stato quello che poi si è rivelato lo si respirava a lavoro,in tv, in ogni luogo! Dobbiamo però ammettere che si sono fatti errori per i quali si è pagato ora un prezzo piuttosto alto,risalire non è semplice,anzi è un compito molto arduo..ma niente è impossibile,finchè c’è la voglia di fare,di lottare,di crederci,finchè si spera in un futuro giusto tutto si può realizzare!in bocca al lupo

  5. domenico Dice:

    quanti errori, quante presunzioni. ma sono d’accordo, ci si può rifare. dobbiamo ricostruire la civiltà, i valori, la semplicità, la lotta all’ipocrisia. SIAMO REALISTI, CHIEDIAMO L’IMPOSSIBILE

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